GRADUATORIE D’ISTITUTO DI PRIMA FASCIA: DAL 15 AL 29 LUGLIO IL MODELLO B PER LA SCELTA DELLE SEDI

La domanda per la scelta delle scuole va presentata online, si possono scegliere fino a 20 scuole per la secondaria e fino a 10 (di cui massimo 2 circoli didattici) per la scuola primaria e dell’infanzia. La disponibilità ad accettare supplenze brevi fino a 10 giorni, con particolari e celeri modalità di interpello e presa di servizio, può essere espressa fino ad un massimo di 2 circoli didattici e 5 istituti comprensivi.

Le scuole vanno scelte in una sola provincia, che può anche essere diversa da quella in cui si è presenti in GAE.

I docenti che sono presenti anche nelle graduatorie d’istituto di II o III fascia dovranno confermare con il modello B le sedi già indicate in occasione dell’inserimento nelle graduatorie d’istituto (fatti salvi eventuali effetti del dimensionamento).

Tuttavia se questi docenti chiedono l’iscrizione in I fascia per nuovi insegnamenti, diversi da quelli per cui erano già presenti nelle graduatorie d’istituto, all’interno della medesima provincia possono sostituire le scuole già indicate nel modello B con altre istituzioni scolastiche in cui vengano impartiti i nuovi insegnamenti.

Per i docenti presenti in GAE in due province diverse, la provincia in cui indicare le scuole per l’inserimento in I fascia deve coincidere con quella scelta per il conferimento delle supplenze da GAE.

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ENEA: CLAMOROSA ROTTURA DELLA TRATTATIVA PER IL CONTRATTO INTEGRATIVO

Oggi, Lunedì 15 luglio assemblea nazionale unitaria.

Dopo mesi di confronto, a volte anche farraginoso, finalmente a partire da una piattaforma unitaria si era iniziato ai primi di maggio a entrare nel merito del contratto integrativo 2016-2018. Qualcosa di molto atteso dai lavoratori dopo anni di blocco. Ci si attendeva una boccata di ossigeno, ci si attendeva una inversione nelle relazioni sindacali attuali caratterizzate finora dalla scarsa attenzione alla valorizzazione del personale dimostrata da questo vertice. L’ENEA, risolti i problemi di ruolo e di mission, avrebbe bisogno di un salto di qualità e di un rilancio, vista anche l’attenzione che l’opinione pubblica rivolge ai temi strategici portati avanti dall’Ente, che invece rimane chiuso in una logica prettamente autoreferenziale.

Dopo molte riunioni si era raggiunta una prima ipotesi di convergenza che poteva costituire la base per chiudere i lavori proprio alla data prevista, il 9 luglio. C’erano ancora punti delicati da affrontare, ma tutti davano per possibile una chiusura imminente, viste le attese del personale e della stessa struttura. Anche la delegazione FLC stava predisponendo un’informazione più dettagliata dell’accordo che si stava raggiungendo. Il vertice ENEA invece, nell’indifferenza totale degli interessi dei lavoratori, ha tenuto in serbo la cicuta da somministrare nell’ultima seduta: le navette.

L’ENEA, secondo ente di ricerca italiano, nasce con la mission nucleare e quindi gran parte dei centri di ricerca sono delocalizzati, lontani da centri abitati e spesso irraggiungibili con i mezzi pubblici. Una gestione integrata del trasporto attraverso le navette, per e tra i centri, è stata essenziale per il pieno svolgimento delle attività, per l’avvicinamento di intere generazioni all’ENEA, ed è, benché ridimensionata, tuttora essenziale per lo sfruttamento delle nostre facilities e laboratori.

Le tabelle di equiparazione (art. 26 del CCNL 2006-2009) hanno previsto la conservazione di questa infrastruttura essenziale. Le stesse tabelle di equiparazione hanno previsto molteplici norme, che tenendo conto della specificità dell’ENEA non sono propriamente allineate alle norme degli EPR; alcune addirittura nettamente a sfavore dei lavoratori ENEA, ad esempio dal fondo dei lavoratori vengono pagate le strutture di particolare rilievo.

Ora, invece di procedere con il contratto integrativo, l’ENEA intende rivedere le norme sull’omogeneizzazione solo in ottica opportunistica ed in modo “eccentrico” e non eventualmente rivederle nel loro complesso, magari risolvendone gli aspetti più critici per i lavoratori. La proposta di ENEA sulle navette sottrarrebbe ulteriori risorse economiche a disposizione dei lavoratori. Tutto questo mentre l’Ente prosegue nell’elargizione di onerose indennità di responsabilità con criteri “eccentrici” come il caso dell’ultimo concorso per posizione dirigenziale dove si da il 75% del punteggio al colloquio vis a vis e solo il 25% alla professionalità documentata.

Nella rottura della trattativa si ha l’impressione che un ruolo preponderante sia da imputare al vertice dell’ENEA che sembra abbia delegittimato la sua stessa delegazione trattante in un tentativo di prova muscolare verso le OO.SS. e in linea con l’indifferenza sempre dimostrata verso i lavoratori.

Lunedì vi sarà un approfondimento di tutti questi temi e della grave situazione che si è aperta. Riteniamo il blocco delle trattative un fatto estremamente grave di cui il vertice stesso dovrà assumere le responsabilità. Auspichiamo, quindi, di essere riconvocati in settimana al tavolo di contrattazione per chiudere l’integrativo.
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RITARDI ACCREDITO FONDI MOF ALLE SCUOLE


Come comunicato di recente sul sito, continuano a permanere gravissimi ritardi da parte del Ministero dell’Istruzione e del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel trasferire i finanziamenti alle scuole (risorse MOF, economie di scuola, ecc) per il pagamento del personale docente e ATA che è stato impegnato nelle attività aggiuntive nell’anno scolastico appena trascorso.

La FLC CGIL è intervenuta ripetutamente nei confronti del ministero per sollecitare l’accredito alle scuole delle somme spettanti la cui erogazione è ritardata da inaccettabili pastoie e rimpalli burocratici tra MEF e MIUR.

È di oggi, venerdì 12 luglio, la comunicazione, a seguito di un nostro ennesimo intervento nei confronti del MIUR, che i decreti di autorizzazione dei finanziamenti sono alla firma degli uffici competenti del MEF e che pertanto le risorse, verosimilmente, saranno nella disponibilità delle scuole entro la prima metà di agosto.

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PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE: PUBBLICATO L’AVVISO PER LA COSTITUZIONE DELLE “EQUIPE TERRITORIALI”

La legge di bilancio per il 2019 (Legge 145/18) prevede per gli anni 2019/2020 e 2020/2021 l’esonero fino a un massimo di 120 docenti individuati dal MIUR con lo scopo di costituire equipe territoriali formative finalizzate a garantire la diffusione di azioni legate al Piano per la scuola digitale promuovere azioni di formazione del personale docente promuovere azioni di potenziamento delle competenze degli studenti sulle metodologie didattiche innovative.

In applicazione di tale disposizione normativa è stato emanato un apposito Avviso pubblico con nota del Direttore Generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale n. 24376 dell’11 luglio 2019.

Con tale Avviso viene indetta una procedura selettiva pubblica mediante comparazione per titoli, esperienze professionali e colloquio, per l’individuazione di un numero massimo di centoventi docenti di ruolo e in servizio, a tempo indeterminato, presso le istituzioni scolastiche statali.

La ripartizione fra le regioni è indicata nella Tabella A Allegata all’Avviso.

Domanda di partecipazione

I candidati devono presentare la domanda di partecipazione alla procedura di selezione esclusivamente tramite il sistema informativo POLIS Istanze on line a partire dalle ore 12.00 del giorno 17 luglio 2019 ed entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 31 luglio 2019.

Il candidato può concorrere, a pena di esclusione, per la sola regione in cui si trova la propriasede di titolarità nell’anno scolastico 2019/2020.

I dati riportati dal candidato nella domanda assumono il valore di dichiarazioni sostitutive di certificazione rese ai sensi dell’art. 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

I candidati sono ammessi alla selezione con riserva di successivo accertamento del possesso dei requisiti di ammissione e dei titoli. In caso di carenza degli stessi, la competente Direzione generale dispone l’esclusione immediata dei candidati in qualsiasi momento della procedura selettiva, anche a seguito dell’eventuale posizionamento utile in graduatoria. L’esclusione è disposta con specifico provvedimento.

Requisiti

Il personale interessato deve
dimostrare adeguata conoscenza delle metodologie didattiche innovative e dei processi di digitalizzazione delle istituzioni scolastiche,
possedere specifiche e documentate esperienze
nella gestione e interazione di gruppi di lavoro finalizzati a progettualità complesse nell’ambito della scuola digitale,
nell’ideazione e realizzazione di contenuti digitali per la didattica,
nella progettazione e realizzazione di ambienti digitali per la didattica,
nella formazione di docenti e studenti alle competenze digitali,
avere capacità di utilizzo di dispositivi e di automi programmabili di varia tipologia.

Criteri di valutazione

La valutazione dei candidati è effettuata da una commissione appositamente costituita. Sono attribuiti i seguenti punteggi
titoli culturali e scientifici: max 25 punti
esperienze professionali: max 35 punti
colloquio tecnico-motivazionale sulla base dei requisiti richiesti: max 40 punti.

Nella Tabella B (allegata all'Avviso) sono indicati i titoli valutabili e i criteri di valutazione delle esperienze professionali e del colloquio.

Colloquio
È ammesso a sostenere il colloquio tecnico-motivazionale un numero di docenti pari al doppio dei posti disponibili in ciascuna regione, sulla base del più alto punteggio conseguito, fatti salvi eventuali candidati che abbiano conseguito punteggi pari merito.

Le eventuali spese di viaggio e di soggiorno per la partecipazione al colloquio sono a carico degli interessati. 

Graduatorie

Le graduatorie regionali sono approvate con apposito decreto della Direzione generale competente del MIUR e sono pubblicate sul sito internet del Ministero. Le relative graduatorie hanno validità per gli anni scolastici 2019-2020 e 2020-2021. 

Esonero

Conseguono l’esonero dalle attività didattiche i candidati che si collocano in una posizione utile in relazione al numero dei posti disponibili per regione.

I docenti individuati con la selezione operano nella regione e nell’area geografica provinciale o territoriale dove è presente la sede di titolarità.

Per lo svolgimento delle attività, i docenti selezionati vengono esonerati dal servizio per la durata di 2 anni scolastici: 2019/2020 e 2020/2021.

Compiti dell’equipe territoriale

Ai docenti costituenti le équipe formative territoriali possono essere affidati i compiti di

a) sostegno e accompagnamento all’interno alle istituzioni scolastiche del territorio per lo sviluppo e la diffusione di soluzioni per la creazione di ambienti digitali con metodologie innovative e sostenibili

b) promozione e supporto alla sperimentazione di nuovi modelli organizzativi, finalizzati a realizzare l’innovazione metodologico-didattica, e allo sviluppo di progetti di didattica digitale, cittadinanza digitale, economia digitale, educazione ai media

c) promozione, supporto e accompagnamento per la progettazione e realizzazione di percorsi formativi laboratoriali per docenti sull’innovazione didattica e digitale nelle istituzioni scolastiche del territorio, anche al fine di favorire l’animazione e la partecipazione delle comunità scolastiche, attraverso l’organizzazione di workshop e/o laboratori formativi

d) documentazione delle sperimentazioni in atto nelle istituzioni scolastiche, nel campo delle metodologie didattiche innovative, monitoraggio e valutazione delle azioni formative adottate.

Risorse

Per la copertura degli oneri derivanti dagli esoneri pari a euro 1,44 milioni per l’anno 2019, euro 3,60 milioni per l’anno 2020 ed euro 2,16 milioni per l’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per il Piano Nazionale Scuola digitale pari a 30 milioni di euro annui.


Il nostro commento

L’avviso fa riferimento all’unico intervento sul Piano nazionale Scuola Digitale previsto da questo governo e da questo ministero che peraltro viene attuato, in applicazione della Legge di bilancio 2019 (Legge 145/18), nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente.

Non appare affatto chiaro quale siano le sinergie tra l’equipe territoriale e i circa 8000 “animatori digitali” e i “team dell’innovazione” e quali siano le strategie per far decollare un PNSD che evidenza sempre più i propri limiti strutturali e la mancanza di concrete prospettive di sviluppo.

Infine, in perfetta continuità con il recente passato, si conferma che il PNSD ha come riferimento quasi esclusivo i fondi strutturali e di investimento europei e in particolare il PON Per la Scuola.

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DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO 2020: IL MIUR FACCIA CHIAREZZA SULLE SPESE PER IL PERSONALE

La Ragioneria Generale dello Stato con circolare n. 17 del 24 maggio 2019, indirizzata alle Amministrazioni centrali dello Stato, a tutte le Amministrazioni autonome, agli Uffici centrali del Bilancio presso i Ministeri, ha fornito istruzioni per la formulazione delle proposte relative alle previsioni di bilancio a legislazione vigente per l’anno 2020 e per il triennio 2020-2022, e definisce il calendario degli adempimenti da porre in essere relativamente ai documenti contabili, finanziari ed economici.

In particolare il calendario degli adempimenti, prevede il completamento dell’esame delle proposte di bilancio nel mese di luglio, per consentire la predisposizione, nei tempi previsti per la presentazione, dei documenti di bilancio.

Come è noto, il disegno di legge di bilancio deve essere presentato alle Camere entro il 20 ottobre di ogni anno ed è composto da due sezioni distinte: la Sezione I, dedicata alle innovazioni legislative, e la Sezione II, contenente il bilancio a legislazione vigente e le variazioni non determinate da innovazioni normative.

Assai rilevante è la nota tecnica che fornisce indicazioni per la formulazione delle previsioni da riportare nella Sezione II del Disegno di legge di bilancio. Uno specifico paragrafo indica i criteri generali per la determinazione degli stanziamenti delle spese di personale per il triennio 2020-2022 che fornisce un utile riepilogo della normativa vigente.
La proiezione triennale della spesa di personale

La legge di bilancio contiene anche il bilancio pluriennale per il triennio successivo. Ad esempio la legge di bilancio del 2017 contiene il bilancio pluriennale 2017-2029, la legge di bilancio 2018 contiene il bilancio pluriennale 2018-2020 e così via. La prossima legge di bilancio oltre a contenere il Bilancio di previsione del l’anno finanziario 2020 conterrà anche il bilancio pluriennale 2020-2022.
In questi settimane si sono sviluppate forti polemiche in merito ai tagli per il prossimo triennio che sarebbero presenti per nei documenti preparatori della legge di bilancio 2020. L’attenzione si è concentrata fondamentalmente sui posti di sostegno in deroga. In realtà la vicenda riguarda anche i posti in organico di fatto. In particolare fino alla legge di bilancio 2017 su queste voci erano appostate apposite risorse per tutto il triennio di riferimento. Dalla legge di bilancio 2018 (Legge 205/17 governo Gentiloni), invece, abbiamo risorse decrescenti nel triennio fino ad essere azzerate nel terzo anno. Ciò avverrebbe per il MIUR per mera convenzione contabile.

L’azzeramento al terzo anno, pur a fronte delle ampie rassicurazioni del MIUR, sta suscitando grandi preoccupazioni anche perché agisce su alcune voci di spesa che se stabilizzate, comporterebbero un reale incremento della dotazione organica del personale docente.

Da segnalare, inoltre, che a partire dalla Legge di bilancio 2019 la forte riduzione delle risorse, anche in questo caso giustificato dal MIUR come mero artificio contabile, riguarda anche le supplenze del personale docente e ATA.

Invece le spese per le supplenze brevi risultano costanti nel triennio.

Vista la delicatezza della materia, non è forse il caso che il MIUR fornisca qualche spiegazione più puntuale e non semplici smentite e/o lacunose giustificazioni?

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AFAM: I DATI DEGLI ORGANICI DEI DOCENTI DELL’ANNO ACCADEMICO 2018/2019 E LA PROIEZIONE SUL 2019/2020

Con l’avvio delle procedure di mobilità si apre il sipario sulla definizione del numero e della collocazione dei posti liberi del personale docente nelle istituzioni AFAM statali.

Nella tabella elaborata dalla FLC CGIL si fa una prima ipotesi del numero dei posti liberi partendo dai dati ufficiali comunicati dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, relativi agli organici 2018/2019 e alle cessazioni a partire dal 1° novembre 2019.

Il numero dei posti liberi non tiene conto né di eventuali conversioni, nè di ulteriori posti che si siano resi disponibili per altre cause (ad es. dispense, decessi, ecc.). Si tratta comunque di dati significativi in quanto evidenziano che oltre il 20% dei posti non è occupato da docenti con contratto a tempo indeterminato per cui è assolutamente indispensabile attivare le procedure per la stabilizzazione del personale (con numeri significativi) e quelle per il conferimento delle supplenze annuali.

Riguardo a quest’ultimo punto, la FLC CGIL considererebbe quest’anno inaccettabili eventuali ritardi nelle nomine che comportassero l’interruzione degli stipendi e la loro riattivazione dopo mesi, a carico di lavoratori che, non solo garantiscono l’ordinario funzionamento delle istituzioni, ma che percepiscono le retribuzioni più basse tra i docenti.

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I DATI INVALSI CONFERMANO CHE ALLA SCUOLA ITALIANA SERVE L’OPPOSTO DELL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Leggendo i dati resi noti da INVALSI sulla scuola italiana, ci sono venute in mente due frasi, peraltro notissime, di don Lorenzo Milani, nella Lettera a una professoressa. Due frasi che dovrebbero essere messe in epigrafe al giuramento di ogni ministro dell’Istruzione italiano. Solo con quelle frasi si spiegano percentuali e differenze di rendimento scoperte dall’istituto per la Valutazione della scuola. Cominciamo dalla prima, appunto, famosissima: "Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali". Ovvero: che l’Italia avesse fratture cognitive tra studenti era noto a tutti. Ed era noto a tutti che v’è una forte forbice di disuguaglianza tra il Nord e il Sud del Paese. E l’Invalsi conferma che l’indicatore ESCS (Economic Social Cultural Status index), per misurare le condizioni sociali, culturali ed economiche dei giovani, dimostra come esista una correlazione tra indice e punteggi ottenuti nei test di tutte le materie. Questi, infatti, crescono man mano che cresce l’indice ESCS. I diversi livelli dell’indice registrati tra gli studenti delle quattro tipologie di scuola superiore in cui l’INVALSI disaggrega i risultati mostrano come a diverse scuole corrispondano diversi livelli di status sociale. Dunque, don Milani aveva ragione, se non si interviene sulle disuguaglianze profonde, tra nord e sud, tra territori diversi nelle stesse regioni e nelle capacità cognitive intragenerazionali, a partire dalle condizioni sociali complessive, continueremo ad avere sempre gli stessi risultati.

In questo senso allora, riproponiamo la seconda, profetica, frase di don Milani: "Se si perde loro (gli ultimi) la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati". L’interrogativo, ormai perenne, costante che questo tipo di risultati ci pone dinanzi è sempre il medesimo: cosa vogliamo fare degli ultimi? Come vogliamo intervenire sulle disuguaglianze? Con l’autonomia differenziata? Con la meritocrazia, più volte evocata e invocata come panacea? Assolutamente no.

Il ministro Bussetti si dice preoccupato per i dati INVALSI. E ne ha ragione. Ma da un ministro ci si aspetta altro, qualche soluzione, una nota di chiarezza, una visione complessiva del senso dell’istruzione, che non è l’autonomia differenziata, che addirittura potrebbe ancora di più approfondire le disuguaglianze, e neppure "l’ospedale che cura i sani e respinge i malati". Il ministro Bussetti potrebbe trasformare la preoccupazione in iniziativa politica, aumentando ad esempio gli investimenti per l’istruzione in tutte quelle zone dell’Italia, a sud come a nord, nelle periferie delle città come nelle campagne, dove più forte è l’incidenza delle disuguaglianze. Potrebbe intervenire concretamente finanziando un piano pluriennale per favorire il tempo scuola, soprattutto nel Mezzogiorno, ma ovunque ve ne fosse bisogno. Potrebbe tradurre le preoccupazioni suscitate dai dati Invalsi per migliorare la condizione salariale di chiunque lavori nell’istruzione rinnovando i contratti collettivi di lavoro.

Ogni volta che spuntano dati sulle nostre scuole, ci si strappa le vesti, ma non si fa nulla di veramente strutturale, da parte di chi sta al governo. Ora è giunto il momento di seguire don Lorenzo Milani e la Costituzione, e battersi per una scuola dove è l’uguaglianza delle condizioni di partenza il vero faro che illumina il senso e il percorso delle decisioni politiche. Curiamo gli ultimi e i malati nelle scuole, senza respingerli, e senza curare esclusivamente i sani.

FONTE FLC CGIL NAZIONALE
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MOVIMENTI PERSONALE EDUCATIVO A.S. 2019/20

L'Ufficio VII- Ambito Territoriale di Frosinone, pubblica l'elenco dei trasferimenti degli istitutori per l’anno scolastico 2019/2020. I predetti movimenti sono consultabili sul sito web dell’Ambito Territoriale per la Provincia di Frosinone. A fianco del nominativo di ciascun istitutore è indicata la sede assegnata con decorrenza 01.09.2019. I Rettori dei convitti interessati comunicheranno l’avvenuto trasferimento agli istitutori in servizio nelle rispettive sedi, provvedendo alla tempestiva trasmissione dei fascicoli personali alle sedi presso le quali gli stessi istitutori sono stati trasferiti. 

Avverso i provvedimenti di trasferimento, gli interessati possono esperire le procedure previste dagli artt. 135, 136, 137 e 138 del CCNL del 29/11/2007, tenuto conto delle modifiche in materia di conciliazione ed arbitrato apportate al codice di Procedura Civile dall’art.31 della legge 4 novembre 2010 n.183. Resta ferma la possibilità di disporre, in sede di autotutela, rettifiche ad eventuali errori materiali relativi ai trasferimenti ed ai passaggi disposti. 

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POSTI RESIDUATI DOPO I MOVIMENTI PERSONALE ATA


L'Ufficio VII - Ambito Territoriale della Provincia di Frosinone ha pubblicato in data 9 luglio 2019 l'elenco dei posti residuati dopo i movimenti per l’a.s. 2019/20 per il personale A.T.A.



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PERSONALE ATA, CONCORSO PER SOLI TITOLI ANNO SCOLASTICO 2019/2020, GRADUATORIE DEFINITIVE

Concorsi per soli titoli per l’inclusione o l’aggiornamento del punteggio nelle graduatorie provinciali permanenti relative ai profili dell’area A e B del personale A.T.A. della scuola - art. 554 del D.L.vo 16/4/1994, n. 297, valide per l’a.s. 2019/2020. Pubblicazione graduatorie definitive di istituto. 

Facendo seguito all’approvazione e pubblicazione delle graduatorie permanenti provinciali definitive per i profili del personale A.T.A., redatte ai sensi dell’art. 554 del T.U. di cui sopra, si comunica che sono disponibili al sistema SIDI del M.I.U.R., alla voce Reclutamento Personale Scuola – Diffusione telematica graduatorie, le graduatorie di istituto di prima fascia del medesimo personale A.T.A., con data di produzione luglio 2019. Le istituzioni scolastiche provvederanno alla stampa ed alla pubblicazione all’Albo dell’istituto delle citate graduatorie. Si confida nella responsabilità delle SS. LL. per una attenta e scrupolosa applicazione di quanto indicato.

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